è tornata la stagione

è tornata la stagione
del vento
che non appartiene
al normale tempo scandito
qui dove vivo
la stagione del vento è un
tempo obliquo

il vento in questa sua
buona stagione è pazzo
come un gatto in calore
si sbatte furioso sul muro
del palazzo, riesce a spifferarsi
attraverso la finestra, e ancora
brutale mi sbatte dentro
– tutte le inquietudini
rigettate limpide sul tavolo –
e non si può non si
riesce a dormire

e sempre pazzo il vento
ulula e sovrasta ogni rumore
ma dalla finestra riesco a
sentire uomini e donne
condotti dalle raffiche
come in una trance
aprono le bocche e fanno
i suoni del vento
per ululare come e con lui

il vento si fa forte
di tutte queste voci
che riesce a
muovere senza mani
col suo solo parlare
più forte al crescere
dei suoi volenti o
nolenti seguaci

sei tu forte come questo
vento
con soltanto una parola
mi hai spostata e mi
hai salvata
ed io ti seguo volente
e nolente

nel nostro tempo obliquo
a manciate
come quello del vento

 

(Elena Zuccaccia)

figura-04
(A torinói ló, Béla Tarr, 2011)
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