Dall’altra parte dello specchio – Arsenij e Andrej Tarkovskij (da L’ORA DEL LUPO su Regina Mab)

Oggi per la rubrica L’ORA DEL LUPO su Regina Mab Arsenij e Andrej Tarkovskij. Qui.

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soli nell’universo tutto
più ardita e lieve di un battito d’ala
per le scale correvi
come una vertigine conducendomi
tra cortine di umido lillà nel tuo regno
dall’altra parte dello specchio
(…)
mentre il destino seguiva i nostri passi
come un pazzo col rasoio in mano

(da Arsenij Tarkovskij, Primi incontri)

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(da Andrej Tarkovskij, Lo specchio)

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Dall’altra parte dello specchio – Arsenij e Andrej Tarkovskij (da L’ORA DEL LUPO su Regina Mab)

un’autostrada una sala d’aspetto un ascensore

martedì Milo De Angelis – che insegna in un carcere di massima sicurezza – ha detto che ai detenuti interessa la poesia.
anche a me interessa la poesia.
io nella vita ho perlopiù capito cosa non mi interessa, cosa non voglio fare. (sì dirà: non è poco. invece sì, è poco. ché ad andare per esclusione si perde un sacco di tempo.)
ma che mi interessa la poesia l’ho capito.
c’è stato un momento qualche anno fa in cui ho pensato di voler fare la giornalista. poi mi sono accorta che non me ne può fregare di meno, che dell’attualità, della politica, non me ne importa un fico secco.
e allora mi sono chiesta: perché non me ne importa un fico secco?
la politica regola la società in cui vivo, l’attualità le notizie dell’ultima ora dell’ultimo minuto stanno già con le dita dei piedi nel futuro, l’informazione porta conoscenza e la conoscenza porta progresso, come faccio a dire che non mi interessa.
io non l’ho capito. però è chiaro che questo disinteresse mi è parso un limite mio, così mi sforzo di fregarmene almeno un po’, ma è uno sforzo insincero.

quindi martedì De Angelis ha detto che ai detenuti interessa la poesia.
che non gli importa nulla dell’attualità, della cronaca, non ne vogliono sapere niente.
la politica regola la società civile e il carcere ne sta così fuori (e non dovrebbe) che ai detenuti non interessa la società l’attualità l’ultimo minuto.
ai detenuti interessa la poesia perché gli interessa l’essenza, quel che rimane – ha detto Milo.
anche il carcere mi interessa, anche questo, ad un certo punto, l’ho capito. senza retorica, il carcere è (e non dovrebbe essere) un nonluogo – uno spazio non identitario non relazionale non storico – com’è un nonluogo un’autostrada una sala d’aspetto un ascensore, com’è un nonluogo anche dove vivo io, un posto di passaggio situato fuori dal tempo normale.

nei nonluoghi attualità non significa niente e poesia significa essenza, quel che rimane.

un’autostrada una sala d’aspetto un ascensore

FRA PARENTESI- Costanza Lindi: “Ordine e mutilazione” di Elena Zuccaccia

Ordine e mutilazione su Carte Sensibili

CARTESENSIBILI

pierpaolo miccolis

pierpaolo-miccolis

Un percorso di disgregazione dell’Io tramite il verso. Ordine e mutilazione è la prima raccolta di poesie dell’autrice emergente Elena Zuccaccia (Pietre Vive, dicembre 2016), attraverso la quale si traccia una linea tutt’altro che immaginaria, ma consistente, nel tragitto che porta l’Io del poeta alla scoperta del suo corpo e del corpo dell’altro per poi giungere di nuovo alla materia che diviene spirito consapevole.

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FRA PARENTESI- Costanza Lindi: “Ordine e mutilazione” di Elena Zuccaccia