Ordine e mutilazione al Teatro degli Angeli

lunedì 29 gennaio 2018

al Teatro degli Angeli di Bologna per la rassegna “Si fa presto a dire poeti”, organizzata da Alessandro Dall’Olio

con Gaia Ginevra Giorgi

 

lascio la mia copia da battaglia di Ordine e mutilazione nelle ottime mani di Ginevra

e mi porto a casa i suoi versi tarkovskijani

“il rintocco delle campane

dalla cima turchese

scendeva sui nostri corpi

come una sentenza”

(da “Manovre Segrete, Interno Poesia 2017)

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Ordine e mutilazione al Teatro degli Angeli

Dall’altra parte dello specchio – Arsenij e Andrej Tarkovskij (da L’ORA DEL LUPO su Regina Mab)

Oggi per la rubrica L’ORA DEL LUPO su Regina Mab Arsenij e Andrej Tarkovskij. Qui.

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soli nell’universo tutto
più ardita e lieve di un battito d’ala
per le scale correvi
come una vertigine conducendomi
tra cortine di umido lillà nel tuo regno
dall’altra parte dello specchio
(…)
mentre il destino seguiva i nostri passi
come un pazzo col rasoio in mano

(da Arsenij Tarkovskij, Primi incontri)

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(da Andrej Tarkovskij, Lo specchio)

Dall’altra parte dello specchio – Arsenij e Andrej Tarkovskij (da L’ORA DEL LUPO su Regina Mab)

Primi incontri – Pervye svidanija, Arsenij Tarkovskij

Dei nostri incontri ogni istante
festeggiavamo come un’epifania.
Soli nell’universo tutto.
Più ardita e lieve di un battito d’ala,
per le scale correvi
come una vertigine, conducendomi
tra cortine di umido lillà, nel tuo regno
dall’altra parte dello specchio.

Quando calava la notte, mi veniva concessa
la grazia. Si spalancavano le porte
dei santuari, e le tenebre illuminava,
chinandosi lenta, la tua nudità.
E io, destandomi, “Tu sia benedetta”,
dicevo, pur sapendo che oltraggio fosse
la mia benedizione. Tu dormivi,
e a sfiorarti le palpebre col suo violetto
a te tendeva dal tavolo il lillà,
e le tue palpebre sfiorate dal violetto dell’universo
erano quiete, e calda la tua mano.

E nel cristallo pulsavano i fiumi,
fumavano le montagne, luceva il mare.
E tu tenevi in mano la sfera di cristallo,
e tu in trono dormivi
e, Dio, tu eri mia.

Poi ti destasti e trasfigurasti
il quotidiano vocabolario umano,
le parole si riempirono del vigore
di un suono nuovo, e la parola ‘tu’
svelò il suo vero significato: re.

Nel mondo tutto fu trasfigurato,
anche le cose semplici, il catino, la brocca,
quando l’acqua ghiacciata, a strati
stava tra noi come una sentinella.

Fummo spinti chissà dove.
Davanti a noi si aprivano, come in miraggio,
città nate da un prodigio,
la menta si stendeva da sé sotto i nostri piedi,
gli uccelli ci erano compagni di viaggio,
i pesci balzavano dal fiume,
e il cielo si spalancava
ai nostri occhi,

mentre il destino seguiva i nostri passi,
come un pazzo, col rasoio in mano.

 
 
(Traduzione Mix:
Gario Zappi, Poesie scelte, Scheiwiller, Milano 1989
Donata de Bartolomeo
Andrej Tarkovskij, Lo specchio)

Primi incontri – Pervye svidanija, Arsenij Tarkovskij