Ordine e mutilazione su NiedernGasse | Giuseppe Rizza

L’erotismo è una punta di spillo | Giuseppe Rizza su NiedernGasse a proposito di Ordine e mutilazione

Leggendo fin da subito le prime righe quello che ti coglie è una vampata, una sensazione simile a quando stai troppo vicino ad un fuoco, eppure non te ne allontani, non chiedi acqua.

Io non so se l’arte erotica si apprenda o la si possegga, o se la si apprenda sfrondando quella retorica, gettando il già detto e soprattutto il già sentito come zavorre da una mongolfiera per prendere meglio il vento, o se l’arte erotica si impari uccidendo tutti i rischi che comporta – in primis la volgarità e ciò che forse è il suo contrario, l’incapacità di trasmettere sensazioni, di passare attraverso le righe – buttandoli giù da un ponte, ma in Ordine e mutilazione l’erotismo è una nobile arte che si respira fin dalla prima poesia (se vuoi possiamo unirci/ sovrapporci/ combinarci /nelle infinite possibilità grammaticali/), a cui ci si consegna senza l’esercizio di una difesa (succhiarci via tutti i liquidi/ prosciugarci/ e però poi, asciutti, staccarci – io da te, /fino a che non ci sarà da succhiare/ di nuovo).

L’eros che governa la scrittura di Elena Zuccaccia è assenza che si fa carne, uno spettro che appare e riappare, un idolo mutilato (non sono umana/ quando sono con te/ degli animali/ prendo i vizi/) richiamato seguendo echi di Saba (così faccio il cane/ col penoso scodinzolio// da gufo la notte occhi/aperti e non dormo// lumaca ti percorro il/corpo in lungo e in largo) e di Penna (il divano è il trespolo/ di un uccellino/ buono per farci l’amore/da solo, come un/ ragazzino).

L’altra colonna che regge la raccolta dell’autrice è l’uso personale della punteggiatura, che si piega, si presta al verso, in una brezza di due punti (ma non alla Sanguineti) e di trattini che seguono il ritmo come cani da tartufo e che a volte lo plasmano, lo costruiscono letteralmente.
La materia di cui è fatto Ordine e mutilazione è creta che si fa malleare o argilla da spalmarsi addosso per purificare la pelle, una ragazza che si fa ricondurre a casa perché troppo sbronza, un corpo da ricomporre sul divano in un tardo pomeriggio.

Giuseppe Rizza

Ordine e mutilazione su NiedernGasse | Giuseppe Rizza

Ordine e Mutilazione su Mostly Weekly

Oggi su Mostly Weekly #21, la newsletter omonima a margine del canale Telegram, nella rubrica TSUNDOKU POETRY ROOM (in fondo in fondo) Roberto R. Corsi consiglia la lettura di Ordine e mutilazione di Elena Zuccaccia

“La passione come inevitabile fallimento, desiderio di possesso e di eccesso; temi ricorrenti e qui declinati con quieta forza, con uno stile frammentato ma non retorico. Suggestioni di Lacan, Marco Ferreri, Malraux, ma costante e provvida semplicità.”

Ordine e Mutilazione su Mostly Weekly

Ordine e mutilazione | Nota di lettura di Enzo Campi

Nota di lettura di Enzo Campi a Ordine e mutilazione in occasione della performance con musiche di Nicola Cappelletti a Bologna in Lettere 2019

______________________________________________________________________________

Elena ZuccacciaOrdine e mutilazione

Musiche Nicola Cappelletti

Il corpo senza organi e la successiva riorganizzazione in un corpo nuovo sono concetti artaudiani, e le due citazioni artaudiane che l’autrice fissa sulla carta non lasciano dubbi in tal senso. Dalla scarnificazione dell’anima allo sconquassamento della carne come per costruire una sorta di linea elettrica lungo la quale far sussultare le parole.

Entriamo nel vivo, senza ulteriori preamboli.

Citiamo testualmente da Ordine e mutilazione:

mi appare chiaro che se

volessimo io e te toccarci

basterebbe ch’io fossi morte

e tu il principio di vita che già sei

(basterebbe quindi, è chiaro, il mio

farmi morte)

perché la fine e il principio, è noto,

sanno toccarsi meglio

d’ogni altra cosa

______________________________________________________________________________

Cosa abbiamo qui?

Intanto il “farmi morte” correlato alla dicotomia principio/fine e poi il contatto, o meglio per dirlo con derrida, le toucher, che non è un semplice contatto, non consiste nel toccare ma nel  registro doppio e simultaneo  del toccare/toccarsi da un lato e dell’essere toccato mentre si tocca dall’altro lato.  La struttura è decisamente sovradeterminata. E comunque bisogna tenerne conto.  Perché poi, questo  toccare/toccarsi instaura un sistema comportamentale basato sulla reciprocità. Ma anche la reciprocità viaggia su due binari. C’è un altare e un contraltare. L’idea di un contatto sovradeterminato può  risolversi anche nel desiderio, inconscio o onirico, di mutilare l’altro corpo, ovvero  il corpo da toccare e da cui essere toccati. Ma la mutilazione non può bastare, una volta smembrato l’altro corpo (che è poi anche il proprio stesso corpo – il registro della reciprocità consiste anche in questa inversione e compenetrazione dei corpi), dicevo, una volta smembrato l’altro corpo bisogna mettere in ordine i pezzi, i residui, gli scarti, o meglio bisogna creare un nuovo ordine che possiamo definire anatomico-patologico-esistenziale. È questa una delle possibili accezioni del titolo che l’autrice ha inteso dare alla sua opera. Un’opera che mette al lavoro degli scarti, che produce il desiderio represso della compenetrazione tra gli scarti. Ed è così che in un mirabile divenire molteplice che assembla in sé tutte le filosofie della cura e dell’ospitalità, dell’aver-cura e della predisposizione a rendersi ospitale, a tal punto da smembrarsi per meglio accogliere le parti smembrate dell’altro,  l’autrice nella sezione denominata Mutilazione propone – seppure attraverso l’alibi del sogno – la sua idea  estrema di reciprocità e produce letteralmente un’eccedenza di senso  conferendo un plusvalore al doppio gesto di toccare/toccarsi. In questa inedita, crudele, sublime doppia mutilazione inoltre rinviene anche la dicotomia principio/fine di cui già accennato; e il farmi-morte assume un ulteriore significato nella doppia fine di una doppia morte. Ma è proprio qui che  vive il nuovo principio, ed è proprio a partire da questo che l’autrice inaugura il nuovo ordine delle cose, ri-organizzando un nuovo corpo. Che poi si tratti di un corpo esclusivamente letterario è cosa irrilevante, o – se preferite – fin troppo rilevante, perché poi alla fine stiamo parlando proprio di scrittura. (Enzo Campi)

Ordine e mutilazione | Nota di lettura di Enzo Campi

Pietre Vive al Terracina Book Festival

Ordine e mutilazione (Pietre Vive 2016), Pareidolia (Pietre Vive 2016) Nulla sanno le parole (Pietre Vive 2017), La nostra voce non si spezza (Stilo 2018)

Elena Zuccaccia, Elvio Ceci, Daniela Gentile, Antonio Lillo

Terracina Book Festival | 31 agosto – 2 settembre 2018

Pietre Vive al Terracina Book Festival

Ordine e mutilazione al Teatro degli Angeli

lunedì 29 gennaio 2018

al Teatro degli Angeli di Bologna per la rassegna “Si fa presto a dire poeti”, organizzata da Alessandro Dall’Olio

con Gaia Ginevra Giorgi

 

lascio la mia copia da battaglia di Ordine e mutilazione nelle ottime mani di Ginevra

e mi porto a casa i suoi versi tarkovskijani

“il rintocco delle campane

dalla cima turchese

scendeva sui nostri corpi

come una sentenza”

(da “Manovre Segrete, Interno Poesia 2017)

Ordine e mutilazione al Teatro degli Angeli