Ordine e mutilazione su NiedernGasse | Giuseppe Rizza

L’erotismo è una punta di spillo | Giuseppe Rizza su NiedernGasse a proposito di Ordine e mutilazione

Leggendo fin da subito le prime righe quello che ti coglie è una vampata, una sensazione simile a quando stai troppo vicino ad un fuoco, eppure non te ne allontani, non chiedi acqua.

Io non so se l’arte erotica si apprenda o la si possegga, o se la si apprenda sfrondando quella retorica, gettando il già detto e soprattutto il già sentito come zavorre da una mongolfiera per prendere meglio il vento, o se l’arte erotica si impari uccidendo tutti i rischi che comporta – in primis la volgarità e ciò che forse è il suo contrario, l’incapacità di trasmettere sensazioni, di passare attraverso le righe – buttandoli giù da un ponte, ma in Ordine e mutilazione l’erotismo è una nobile arte che si respira fin dalla prima poesia (se vuoi possiamo unirci/ sovrapporci/ combinarci /nelle infinite possibilità grammaticali/), a cui ci si consegna senza l’esercizio di una difesa (succhiarci via tutti i liquidi/ prosciugarci/ e però poi, asciutti, staccarci – io da te, /fino a che non ci sarà da succhiare/ di nuovo).

L’eros che governa la scrittura di Elena Zuccaccia è assenza che si fa carne, uno spettro che appare e riappare, un idolo mutilato (non sono umana/ quando sono con te/ degli animali/ prendo i vizi/) richiamato seguendo echi di Saba (così faccio il cane/ col penoso scodinzolio// da gufo la notte occhi/aperti e non dormo// lumaca ti percorro il/corpo in lungo e in largo) e di Penna (il divano è il trespolo/ di un uccellino/ buono per farci l’amore/da solo, come un/ ragazzino).

L’altra colonna che regge la raccolta dell’autrice è l’uso personale della punteggiatura, che si piega, si presta al verso, in una brezza di due punti (ma non alla Sanguineti) e di trattini che seguono il ritmo come cani da tartufo e che a volte lo plasmano, lo costruiscono letteralmente.
La materia di cui è fatto Ordine e mutilazione è creta che si fa malleare o argilla da spalmarsi addosso per purificare la pelle, una ragazza che si fa ricondurre a casa perché troppo sbronza, un corpo da ricomporre sul divano in un tardo pomeriggio.

Giuseppe Rizza

Ordine e mutilazione su NiedernGasse | Giuseppe Rizza

Ordine e mutilazione al Teatro degli Angeli

lunedì 29 gennaio 2018

al Teatro degli Angeli di Bologna per la rassegna “Si fa presto a dire poeti”, organizzata da Alessandro Dall’Olio

con Gaia Ginevra Giorgi

 

lascio la mia copia da battaglia di Ordine e mutilazione nelle ottime mani di Ginevra

e mi porto a casa i suoi versi tarkovskijani

“il rintocco delle campane

dalla cima turchese

scendeva sui nostri corpi

come una sentenza”

(da “Manovre Segrete, Interno Poesia 2017)

Ordine e mutilazione al Teatro degli Angeli

Elvio Ceci su “Ordine e Mutilazione”

Elvio Ceci parla di “Ordine e mutilazione”:

“tutto si svolge in stanze, su divani o letti; il mondo viene visto dalle finestre; i desideri sono invidie dei dirimpettai.

(…)

Due immagini colpiscono alla lettura del libro. La prima è la presenza di una lumaca (con la sua bava) come simbolo totemico dell’autrice: intima e dolce. La seconda è il rapporto amoroso paragonato al cibo, quasi un sentore di antropofagia; come se fosse una conseguenza dell’unione dell’esistenzialismo con uno sfondo popolare umbro.”

 

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(Addictiv by honey, acquarello di Pierpaolo Miccolis)

Elvio Ceci su “Ordine e Mutilazione”

Ordine e Mutilazione su Laboratori Poesia

Alessandro Canzian recensisce Ordine e mutilazione su Laboratori Poesia, e lo fa così bene che mi sento quasi spiata dal buco della serratura.

“(…) E in effetti in Elena i corpi sembrano accostarsi senza una perfetta adesione gli uni agli altri. Sembrano essere su un tavolo ‘per esaminarmi come uno / scienziato il suo vetrino // e poi ricompormi a tuo / piacimento nell’inconsistente elementarietà delle / due dimensioni’. Ma l’inesattezza del taglio che rende imperfetto il ricongiungimento sembra essere voluto se non addirittura goduto (‘accudisco questo nostro / fallimento / cresce bene / sano e forte / puoi vederlo nei weekend / a settimane alterne / gli piace guardare film / la pasta coi carciofi / il colore blu’).
Il non combaciare dei pezzi sembra misurare la presa di consapevolezza della propria esistenza che così si palesa nelle parti del sé (‘di vedere questo / corpo nudo non / ne posso più crepare / immagino almeno / lo potessi cuocere / per dire’) e dell’altro (‘eppure il tuo incavo tra / lo sterno e l’ascella sinistra / ha la forma di me che dormo’). Un altro, un tu che viene continuamente esplorato e raccontato anche quando non c’è (‘sento russare e non / sei tu’) fino ad arrivare a un’interrogazione a se stessa per gradi, per radici, corpi, stanze. (…)”

Questo il link:

http://www.laboratoripoesia.it/ordine-e-mutilazione-elena-zuccaccia/

 

 

Ordine e Mutilazione su Laboratori Poesia

Al primo incontro

Al primo incontro ho
messo l’abito rosso
coi cavalli
il rosso per sedurti i
bianchi cavalli per
scapparti (credevo
e sbagliavo)
tutti li ho consumati
a starti dietro
fino all’ultimo
che mi abbandona ora
steso ai piedi del letto
del fiume secco
la pancia che grida sete
riflessi di luce non sua
fanno più bianca la criniera
un po’ d’argento sui neri
occhi, chiusi

era il più giovane e
bello, anche lui
mi hai sfinito

fumaretta gambette
(e.z.)

Al primo incontro